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Cybercrime

Fibra o niente? L’Europa rischia una reazione digitale con uno spegnimento affrettato del rame

Pubblicato: 18 Marzo 2026 11:37Categoria: CybercrimeArea: EuropeAutore: AUDITWOLF

Mentre i regolatori UE spingono per una scadenza rigida per abbandonare le reti in rame, i dati suggeriscono che la vera sfida della fibra non è la copertura, ma convincere milioni di persone a collegarsi davvero.

Nella corsa a rendere a prova di futuro l’internet europeo, i cavi in fibra ottica sono il campione indiscusso. Promesse scintillanti di velocità fulminee e banda pressoché illimitata hanno alimentato miliardi di investimenti, con le autostrade digitali del continente che si espandono a ritmo record. Ma sotto la superficie di questo successo, si sta preparando una nuova battaglia: non nel posare i cavi, bensì nel far sì che le persone li usino. E mentre Bruxelles valuta un martello regolatorio per mandare in frantumi le vecchie linee in rame entro il 2036, gli addetti ai lavori avvertono: potremmo stare risolvendo il problema sbagliato, rischiando nel frattempo il caos digitale.

Il miraggio della fibra: copertura vs. adozione

Il dispiegamento della fibra in Europa è, secondo la maggior parte delle metriche, un trionfo. Secondo il FTTH Council Europe, 295 milioni di abitazioni in 39 Paesi hanno oggi accesso alla fibra-quasi l’80% di copertura. Eppure, i numeri dell’adozione raccontano una storia più sobria: quasi la metà di queste abitazioni non ha un abbonamento in fibra attivo. Nell’UE27 più il Regno Unito, ben 86 milioni di case predisposte alla fibra restano ai margini digitali.

Questo divario non è dovuto alla mancanza di infrastrutture. È invece una questione di domanda: molte famiglie restano su reti legacy in rame o ibride perché le ritengono affidabili, convenienti o semplicemente non vedono motivo di fare l’upgrade. Il mercato, lasciato in gran parte a se stesso, ha visto la fibra guadagnare terreno con costanza-spinta dalla concorrenza, non dalla coercizione. In Spagna e in Francia, la fibra è diventata così ubiqua e attraente che il rame è svanito naturalmente, senza ultimatum regolatori.

Il dilemma di Bruxelles: regolazione o eccesso?

La proposta della Commissione europea di un Digital Networks Act (DNA) cambierebbe tutto, imponendo lo spegnimento totale delle reti in rame entro il 1° gennaio 2036. Pur pensato per accelerare la transizione alla fibra, il piano affronta tre critiche principali. Primo, limita la libertà d’impresa e la scelta dei consumatori-anche dove le connessioni basate sul rame soddisfano le esigenze degli utenti. Secondo, rischia di spingere milioni di persone, soprattutto nelle aree rurali o poco servite, verso opzioni mobili o fixed wireless inferiori se la fibra non è disponibile o non è accessibile economicamente. Terzo, i requisiti di “copertura minima” della proposta potrebbero lasciare milioni senza alcuna connessione fissa affidabile, poiché anche una soglia del 95% di copertura lascia comunque ampi vuoti nei Paesi più popolosi.

I critici sostengono che lo spegnimento sia una soluzione in cerca di un problema: il mercato sta già migrando verso la fibra, con operatori che investono pesantemente e utenti che passano man mano che le offerte diventano più convincenti. Imporre una scadenza dall’alto, avvertono, potrebbe ritorcersi contro-minando la fiducia, lasciando indietro gli utenti vulnerabili e ampliando il divario digitale.

Lezioni dalle prime linee della fibra

I dati sono chiari: dove la fibra è conveniente, di alta qualità e ampiamente disponibile, gli utenti migrano volontariamente. La Spagna, con il 96,5% di copertura e un tasso di adesione del 93%, e la Francia, con il 93,5% di copertura e quasi il 90% di adozione, hanno ottenuto questi risultati senza forzature regolatorie. Nel frattempo, Italia e Germania-nonostante un rollout aggressivo-affrontano ancora milioni di abitazioni non convertite, molte delle quali potrebbero essere lasciate indietro da uno spegnimento rigido.

Il futuro in fibra dell’Europa è luminoso, ma dipende dal rendere il servizio irresistibile, non obbligatorio. Mentre i decisori discutono il destino del rame, la vera sfida è evidente: conquistare i cuori-e gli abbonamenti-dei milioni ancora non convinti dalla rivoluzione della fibra.

Conclusione

La fibra è l’infrastruttura di domani-ma domani non arriverà per decreto. Se l’Europa vuole un futuro davvero connesso, deve concentrarsi meno sullo spegnere il passato e più sul rendere la fibra la scelta ovvia e accessibile per tutti. Altrimenti, il continente rischia di scambiare vecchie connessioni con nuove divisioni.

WIKICROOK

  • FTTH/B: FTTH/B significa banda larga in fibra ottica fornita direttamente alle abitazioni o agli edifici, offrendo un internet più veloce e affidabile rispetto alle tradizionali connessioni basate sul rame.
  • Switch: Uno switch collega i dispositivi in una rete, inoltrando i dati solo ai destinatari previsti. Migliora l’efficienza, la sicurezza e consente la segmentazione della rete.
  • XGS: XGS si riferisce a velocità simmetriche da 10 Gigabit, consentendo un trasferimento dati sicuro e ad alta velocità sulle reti in fibra, vitale per la moderna cybersecurity e l’uso aziendale.
  • FWA (Fixed Wireless Access): L’FWA fornisce internet a banda larga in modalità wireless da un’antenna vicina a una postazione fissa, eliminando la necessità di cavi fisici e consentendo una rapida implementazione.
  • Take: Take descrive quando un attaccante ottiene il controllo non autorizzato di un sistema o di un account, spesso portando al furto di dati o a ulteriori compromissioni.