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Cyber Warfare & Nation-State Operations

Occhi nel cielo: l’impennata delle intrusioni di droni mette a nudo le falle di sicurezza nelle basi militari del Regno Unito

Pubblicato: 02 Febbraio 2026 15:35Categoria: Cyber Warfare & Nation-State OperationsArea: EuropeAutore: AGONY

Un aumento drammatico di attività sospette di droni nei pressi di siti militari britannici innesca urgenti contromisure legali e tecnologiche.

Era da poco passata la mezzanotte quando una sentinella della RAF in una tranquilla base aerea del Norfolk scorse una debole luce intermittente che scivolava silenziosa sopra la recinzione perimetrale. Nel giro di pochi minuti, l’oggetto scomparve-ma non prima di far scattare allarmi destinati a riecheggiare fino al Ministero della Difesa. L’episodio non era isolato: le segnalazioni di droni in hovering vicino a installazioni militari del Regno Unito sono raddoppiate nell’ultimo anno, alimentando timori di spionaggio, sabotaggio o peggio.

Gli ultimi dati del Ministero della Difesa delineano un quadro netto: il numero di incursioni di droni nei pressi di siti di difesa critici è più che raddoppiato in un solo anno, con 266 episodi registrati nel 2024. Molti di questi incontri avvengono di notte, con droni osservati sopra basi aeree che ospitano forze britanniche e statunitensi. L’impennata ha fatto scattare l’allarme non solo a Londra ma in tutta la NATO, mentre schemi simili emergono in Belgio, Polonia, Romania, Danimarca e Germania.

I responsabili della sicurezza sono sempre più preoccupati che questi piccoli velivoli senza equipaggio possano essere usati per ricognizione ostile-mappando la disposizione delle basi, monitorando i movimenti o sondando vulnerabilità. La Commissione europea ha collegato apertamente gli incidenti a tattiche di “guerra ibrida”, indicando la Russia come probabile responsabile. In un clima di tensione elevata, ogni drone non identificato viene ormai trattato come una potenziale minaccia.

Finora, il personale militare del Regno Unito era soggetto a restrizioni legali nel rispondere alle minacce dei droni: a meno che vite umane o asset critici non fossero in pericolo immediato, era necessario l’intervento della polizia prima di agire. Questo sta per cambiare. Il nuovo Armed Forces Bill, presentato al Parlamento il mese scorso, conferirà ai militari addestrati il potere di intercettare, disabilitare o distruggere qualsiasi drone-aereo, terrestre o subacqueo-che rappresenti un pericolo per gli asset della difesa.

Il Segretario alla Difesa John Healey ha definito la misura essenziale, sottolineando che “la natura crescente e mutevole delle minacce che affrontiamo” richiede risposte rapide e decisive. Accanto alle riforme legali, il governo ha promesso maggiori investimenti nella tecnologia anti-drone, dai disturbatori radio alle armi a energia diretta, con l’obiettivo di superare gli avversari in questa competizione in rapida evoluzione.

Dietro la spinta legislativa si cela una realtà inquietante: i droni sono economici, accessibili e sempre più capaci. Che siano impiegati da intelligence straniere, sindacati criminali o singoli attori, il loro potenziale di disturbare o sorvegliare siti sensibili è in crescita. Mentre il Regno Unito e i suoi alleati si affannano ad adattarsi, la battaglia per il controllo dei cieli bassi è diventata una sfida di sicurezza determinante del decennio.

Per le forze armate britanniche, i giorni in cui i droni venivano trattati come semplici seccature sono finiti. L’attenzione ora è rivolta a rilevamento rapido, difese robuste e all’autorità legale di neutralizzare le minacce prima che degenerino. Mentre la tecnologia corre avanti, devono farlo anche le regole d’ingaggio-e la vigilanza di chi custodisce le frontiere più sensibili della nazione.

WIKICROOK

  • Velivolo aereo senza equipaggio (UAV): Un velivolo aereo senza equipaggio (UAV) è un drone operato da remoto o in modo autonomo, che comporta rischi unici di cybersicurezza a causa di potenziali attacchi di hacking e intercettazione dei dati.
  • Guerra ibrida: La guerra ibrida mescola tattiche militari, cyber e informative per destabilizzare gli avversari, consentendo a stati o gruppi di causare disagi senza un conflitto diretto.
  • Contromisura: Una contromisura è un sistema che rileva, traccia e neutralizza i droni, proteggendo aree sensibili da attività UAV non autorizzate o malevole.
  • Arma a energia diretta: Un’arma a energia diretta utilizza energia focalizzata, come laser o microonde, per disabilitare o distruggere bersagli senza sparare proiettili fisici.
  • Ricognizione: La ricognizione è la fase iniziale di un attacco informatico in cui gli aggressori raccolgono informazioni su un bersaglio per identificare debolezze e pianificare il loro approccio.