IA contro la stampa: il nuovo motore di ricerca di Google sta uccidendo il giornalismo europeo?
Sottotitolo: Mentre le funzioni di ricerca basate sull’IA di Google stringono i publisher di notizie, i regolatori in tutta Europa affrontano una prova ad alto rischio di diritto digitale, libertà dei media e potere delle Big Tech.
In una mattina piovosa a Bruxelles, a porte chiuse, i regolatori europei si confrontano con una domanda che potrebbe rimodellare internet: l’ultima tecnologia di IA di Google sta, in silenzio, affamando i giornali di lettori - e, con loro, del futuro? Con il lancio di AI Overviews, il motore di ricerca di Google non si limita più a indirizzare gli utenti verso le notizie; risponde direttamente alle loro domande. Per molti editori, sembra meno un’innovazione e più un colpo di stato digitale.
La tempesta è iniziata in Italia, dove l’autorità per le comunicazioni AGCOM, sollecitata dai reclami degli editori, ha segnalato alla Commissione europea AI Overviews e AI Mode di Google. L’accusa? Che queste funzioni di IA, rispondendo direttamente alle query degli utenti, tagliano il traffico verso i siti di notizie, minando sia il loro business sia la diversità delle voci nel dibattito pubblico. I dati danno loro ragione: studi indipendenti mostrano che i tassi di clic verso le pagine di notizie ai primi posti calano di quasi il 60% quando sono presenti gli AI Overviews. In Germania, prove simili hanno innescato un reclamo parallelo. In tutta Europa, gli editori stanno lanciando l’allarme.
Ma il panorama giuridico è tutt’altro che semplice. Ora si intersecano tre binari regolatori: il Digital Services Act (DSA) per i rischi sistemici al pluralismo informativo, il diritto antitrust che prende di mira il presunto abuso di posizione dominante da parte di Google, e le norme sul copyright relative a un equo pagamento per i contenuti giornalistici. Mai prima d’ora così tanti strumenti giuridici europei erano confluiti su una singola funzione tecnologica.
Al cuore della disputa c’è un dilemma: gli editori possono tecnicamente rinunciare all’uso dei loro contenuti negli AI Overviews, ma solo sacrificando la visibilità nei risultati della ricerca tradizionale - una scelta insostenibile per la maggior parte. I critici sostengono che Google stia trasformando il suo motore di ricerca da porta d’accesso al web in un “giardino recintato” che trattiene gli utenti nel proprio ecosistema, privando le redazioni sia di pubblico sia di ricavi pubblicitari.
Google, da parte sua, insiste che gli AI Overviews siano un’evoluzione naturale, non un’acquisizione ostile. L’azienda afferma di fornire strumenti tecnici per il controllo dei contenuti e sostiene che la domanda degli utenti guidi queste funzioni. Eppure, secondo editori e analisti indipendenti, le presunte opzioni di opt-out sono un miraggio: bloccare l’IA blocca anche gli snippet organici, cancellando di fatto la presenza di un editore dalla ricerca nel suo complesso.
Il dibattito ha persino diviso i regolatori. Elisa Giomi, commissaria AGCOM, avverte che inquadrare il problema come una minaccia al pluralismo, anziché come una stretta economica, rischia di trasformare i watchdog in protettori dell’industria. È una questione di diritti fondamentali, o solo di concorrenza di mercato? La risposta potrebbe determinare non solo il destino del giornalismo europeo, ma anche la credibilità delle nuove regole digitali del continente.
Mentre la Commissione europea valuta la prossima mossa - e con potenziali multe che arrivano a miliardi - l’esito stabilirà un precedente su come le democrazie affrontano il potere dirompente dell’IA nell’era dell’informazione. Per gli editori, è una battaglia per la sopravvivenza. Per i regolatori, è una prova di stress decisiva. Per Google, la posta in gioco è niente meno che la forma stessa del web.
WIKICROOK
- AI Overviews: gli AI Overviews sono brevi riassunti generati dall’IA che aiutano gli utenti a cogliere rapidamente le informazioni chiave da più fonti, ora utilizzati nelle piattaforme di ricerca e di posta elettronica.
- Digital Services Act (DSA): il Digital Services Act (DSA) è una legge dell’UE che stabilisce regole per le piattaforme digitali al fine di proteggere i diritti e la sicurezza degli utenti online.
- Click: un click è un’azione dell’utente che seleziona un link o un pulsante online. È cruciale per misurare il coinvolgimento e il traffico web, spesso tracciato come click-through rate (CTR).
- Opt: Opt è un segnale del browser che indica ai siti web che non vuoi che i tuoi dati personali vengano condivisi o venduti, migliorando la tua privacy e il tuo controllo online.
- Very Large Online Platform (VLOP): una Very Large Online Platform (VLOP) è una categoria giuridica dell’UE per le piattaforme online con almeno 45 milioni di utenti, soggette a regolamentazioni più severe.




