Art. 43-bis L.A. è la disposizione giuridica italiana citata come fondamento di un regime di compensazione per il riutilizzo online di contenuti protetti. In pratica, offre ai regolatori e ai titolari dei diritti un riferimento giuridico per sostenere che le piattaforme dovrebbero pagare quando visualizzano, aggregano o altrimenti sfruttano i contenuti degli editori. La disposizione è importante perché i contenuti digitali possono essere copiati, indicizzati, riassunti e ridistribuiti su larga scala, rendendo più difficile distinguere l'accesso dal riutilizzo commerciale.
Dal punto di vista della sicurezza e della governance, l'importanza dell'articolo riguarda meno il malware che il controllo e la responsabilità nei sistemi delle piattaforme. Le regole di compensazione dipendono da misurazioni, registrazioni e attribuzioni affidabili: chi ha usato i contenuti, con quale frequenza e a quali condizioni. Quando questi segnali sono opachi, sorgono controversie sul valore e sulla conformità. Nelle negoziazioni del mondo reale, Art. 43-bis L.A. viene quindi invocato insieme all'analisi delle piattaforme, ai termini di licenza e alle richieste di audit per definire che cosa costituisca un uso equo delle informazioni online.


