L'accesso remoto zero trust è un approccio che verifica ogni connessione, anziché considerare attendibile un utente o un dispositivo solo perché si trova all'interno di una rete o si è già connesso in precedenza. Applica il principio del privilegio minimo, concedendo soltanto l'accesso necessario per una specifica attività, un determinato sistema e un periodo di tempo limitato. La verifica può tenere conto dell'identità, dello stato del dispositivo, della robustezza dell'autenticazione e dei criteri di accesso.
Nella sicurezza informatica, questo modello può limitare i danni causati da credenziali rubate o endpoint compromessi. Per esempio, a un tecnico industriale potrebbe essere consentito di accedere soltanto a un sistema operativo autorizzato tramite una sessione remota controllata, registrando l'accesso per consentirne la revisione. Le informazioni sugli asset e sulla loro esposizione possono contribuire a orientare queste decisioni, ma non le applicano automaticamente, a meno che il sistema non sia configurato esplicitamente per farlo. I difensori dovrebbero testare i criteri, esaminare i registri di audit e assicurarsi che i controlli non interrompano le operazioni essenziali.


