Uno Z-buffer, o buffer di profondità, è un'area di memoria per pixel usata da un renderer per decidere quale superficie è più vicina alla camera. Quando più poligoni si sovrappongono sullo schermo, il renderer confronta i loro valori di profondità e mantiene il frammento in primo piano scartando quelli nascosti. Questo impedisce agli oggetti distanti di disegnarsi sopra quelli più vicini e rende le scene 3D coerenti.
Nella sicurezza informatica, la gestione dello Z-buffer è importante perché si trova all'interno di motori grafici, driver GPU, browser e client di gioco, software che elaborano contenuti non affidabili ad alta velocità. Modelli, texture o input di shader malformati possono attivare bug nei calcoli di profondità o nella gestione della memoria adiacente, causando arresti anomali, denial of service o, in rari casi, corruzione della memoria. I difensori cercano questi problemi con il fuzzing, una validazione rigorosa delle risorse e aggiornamenti tempestivi dei driver, perché il codice di rendering è spesso una superficie di attacco ampia e complessa.


