I dati sui flussi turistici descrivono gli schemi degli spostamenti dei visitatori nei vari luoghi, ad esempio i percorsi più frequentati, i livelli di affollamento o le variazioni del flusso pedonale nel tempo. Possono provenire da segnali aggregati delle reti mobili, sensori, sistemi di biglietteria o altre fonti. Il termine non implica necessariamente che le persone siano identificate, ma i dati dettagliati o collegabili possono rivelare gli spostamenti dei singoli individui.
Nella gestione delle smart city, queste informazioni possono aiutare a pianificare i trasporti e a gestire i luoghi molto frequentati. Creano anche rischi per la privacy e la sicurezza informatica se la raccolta è eccessiva, l'accesso troppo ampio o i dati vengono conservati più a lungo del necessario. Un uso più sicuro si basa sulla minimizzazione dei dati, sull'aggregazione che impedisce l'identificazione, su periodi di conservazione limitati e sull'accesso con privilegi minimi. In pratica, i team di sicurezza dovrebbero anche verificare se le dashboard e i dati esportati potrebbero esporre schemi di spostamento sensibili. Queste misure di protezione sono importanti anche quando lo scopo dichiarato è la pianificazione urbana anziché il tracciamento individuale.


