Le operazioni cibernetiche offensive sono azioni digitali autorizzate intraprese per interrompere, degradare o disabilitare sistemi, reti o servizi ostili. A differenza del normale monitoraggio difensivo, sono proattive e di solito vengono eseguite da attori statali o da altri թիմi strettamente autorizzati, soggetti a controlli legali e normativi.
Nella sicurezza informatica, queste operazioni sono importanti perché possono colpire l'infrastruttura che supporta gli attacchi, come server di comando e controllo, sistemi di distribuzione del malware o canali di pagamento criminali. Nell'uso reale, possono comportare il blocco dell'accesso, la presa di controllo dell'infrastruttura malevola o il rendere inaffidabili gli strumenti di un attaccante. Per i difensori, il concetto è importante perché cambia il quadro della minaccia: i gruppi criminali possono perdere risorse, adattarsi più rapidamente o spostarsi verso un'infrastruttura più resiliente. Le operazioni cibernetiche offensive sono quindi sia uno strumento di interruzione sia un segnale che una minaccia viene trattata come un serio problema di sicurezza.


