L’alterazione della memoria è una modifica involontaria ai dati o alle istruzioni presenti nella memoria di un processo in esecuzione. Può derivare da un bug software, come una scrittura oltre i limiti o l’uso di memoria dopo la sua liberazione, oppure dallo sfruttamento deliberato di quel bug. Gli effetti possono variare dalla corruzione dei dati e dagli arresti anomali a cambiamenti nel comportamento del programma; in alcuni casi, un aggressore può usare la corruzione della memoria per ottenere un maggiore controllo del processo.
Nella sicurezza informatica, il termine indica un possibile impatto, non la prova di aver preso il controllo del sistema. Le conseguenze dipendono dalla vulnerabilità, dai privilegi del processo interessato e da protezioni quali una progettazione sicura della memoria, la randomizzazione della disposizione dello spazio degli indirizzi e l’uso di sandbox. Quando è coinvolto un componente integrato, come una libreria di database, i responsabili della difesa dovrebbero identificare le versioni dei prodotti interessate, applicare le correzioni del fornitore e indagare su arresti anomali o comportamenti insoliti dei processi. Questi segnali possono orientare la valutazione iniziale, ma non confermano di per sé che la vulnerabilità sia stata sfruttata.


