Un oggetto flessibile è un materiale o una struttura che si piega, si attorciglia o si muove invece di rimanere rigida. Nella sicurezza informatica, questo di solito indica un componente fisico come un cavo, un filo, un connettore a nastro, un'antenna, il conduttore di un sensore o un circuito flessibile. La flessibilità è utile perché consente ai dispositivi di adattarsi a spazi ristretti e di sopportare il movimento, ma crea anche una superficie di attacco: le parti pieghevoli possono essere instradate attorno alle barriere, fatte passare attraverso fessure o manipolate senza rompere l'intero sistema.
Gli aggressori possono sfruttare oggetti flessibili durante manomissioni hardware, accessi occulti o modifiche del dispositivo. Per esempio, un cavo sottile può essere nascosto all'interno dell'apparecchiatura, una sonda flessibile può raggiungere un punto di test oppure un componente pieghevole può essere riposizionato per aggirare un sigillo o un trigger. I difensori cercano piegature insolite, tensioni o cambiamenti di instradamento, e riducono il rischio con contenitori antimanomissione, scarico della trazione, ispezioni regolari e accesso controllato all'hardware. In pratica, la flessibilità è un compromesso: migliora l'usabilità, ma può anche rendere più facile un compromesso fisico se il sistema non viene monitorato.


