Il doomscrolling è l'abitudine di consumare ripetutamente contenuti negativi o allarmanti in un ciclo che sembra difficile da interrompere. Il comportamento è alimentato dalla novità, dall'ansia e da feed infiniti che si possono aggiornare continuamente, spingendo gli utenti a controllare per avere “solo un altro” aggiornamento. Nella sicurezza informatica, questo conta perché l'attenzione è una risorsa limitata: più una persona è sovraccarica mentalmente, più è facile non notare gli avvisi, verificare con meno attenzione o fare clic su un'esca convincente.
Gli aggressori possono sfruttare il doomscrolling indirettamente tramite phishing basato sulla paura, messaggi truffa urgenti e post sui social media progettati per provocare reazioni rapide. Un utente già predisposto da contenuti stressanti può essere più incline a fidarsi di un falso avviso o ad agire prima di confermare i dettagli. I difensori contrastano questo fenomeno riducendo le interruzioni e la fatica decisionale: limiti alle notifiche, abitudini basate su fonti attendibili, pause deliberate e chiari prompt di sicurezza aiutano tutti a spezzare il ciclo. Il doomscrolling non è malware, ma è un vero fattore umano che può indebolire il giudizio e rendere altri attacchi più efficaci.


