La robotica da combattimento è un’attività competitiva in cui robot telecomandati o autonomi sono progettati per danneggiarsi, disabilitarsi o resistere più a lungo l’uno dell’altro. I robot possono usare armi come sollevatori, spinner o strumenti a percussione, mentre corazze e altre caratteristiche meccaniche riducono o deviano i danni. Le prestazioni dipendono da come questi progetti si comportano in caso di impatti ripetuti e reali, non semplicemente dal loro aspetto o dal loro funzionamento in teoria.
Sebbene la robotica da combattimento non sia una forma di sicurezza informatica, offre un utile esempio di ingegneria avversariale: i sistemi vengono costruiti tenendo conto di un avversario attivo. Lo stesso principio si applica alle difese di sicurezza, che devono resistere a tentativi deliberati di sfruttare le vulnerabilità. In entrambi i contesti, le idee protettive insolite restano ipotesi finché non vengono messe alla prova contro attacchi realistici; i test aiutano a capire se una difesa cambia davvero le opportunità di un aggressore o limita i danni.


