Il ricatto consiste nel costringere qualcuno ad acconsentire minacciando di rivelare informazioni dannose, a meno che la vittima paghi, obbedisca o rimanga in silenzio. Nel cybercrime, le informazioni possono essere reali o inventate: foto rubate, messaggi privati, password, accesso agli account o accuse pensate per creare paura. L'obiettivo non è solo rubare dati, ma usarli come leva.
Il ricatto è importante nella sicurezza informatica perché spesso aggira le difese tecniche e prende di mira il comportamento umano. Gli aggressori possono contattare le vittime tramite email, social media, piattaforme di gioco o app di messaggistica, quindi chiedere denaro, altre immagini o l'accesso agli account. Questo si sovrappone a sextortion, impersonificazione e doxxing. Le difese si concentrano sul limitare ciò che gli aggressori possono usare come leva: impostazioni sulla privacy forti, autenticazione multifattore, condivisione attenta, registrazione dei messaggi sospetti e segnalazione rapida delle minacce. Anche le organizzazioni devono avere percorsi di risposta chiari, in modo che le vittime possano ricevere supporto prima che la coercizione si diffonda.


