Stato artificiale è un concetto per descrivere una governance sempre più mediata da piattaforme, sistemi di dati e strumenti di decisione automatizzati. Non è uno standard di sicurezza formale; è un modo utile per analizzare come le funzioni pubbliche possano spostarsi dalle istituzioni umane a un'infrastruttura controllata dal software. In questo modello, le persone sono trattate più come utenti che come cittadini, e le decisioni importanti possono dipendere da sistemi di proprietà di terze parti, configurati o aggiornati da esse.
Nella sicurezza informatica, il termine è importante perché evidenzia un nuovo piano di controllo: raccolta dei dati, comportamento del modello, registrazione dei log, controllo degli accessi e governance dei fornitori. Se questi livelli vengono compromessi, configurati in modo errato o resi opachi, il risultato può essere un denial of service, classifiche manipolate, controlli dell'identità errati o decisioni che non possono essere verificate. Le difese includono log di audit robusti, versioning, rollback, revisione umana per le azioni ad alto impatto e supervisione della supply chain. La lezione fondamentale di sicurezza è che l'automazione deve rimanere ispezionabile, contestabile e rendicontabile.


