L'articolo 48 del Digital Services Act è la disposizione dell'UE che consente protocolli di crisi volontari durante le emergenze informative. È pensato per situazioni in cui falsi allarmi, contenuti multimediali manipolati o campagne coordinate di voci incontrollate possono aggravare una crisi nel mondo reale. L'obiettivo non è censurare in modo ampio la libertà di espressione, ma creare un processo delimitato per la cooperazione tra piattaforme, istituzioni pubbliche e società civile quando la rapidità e la fiducia contano di più.
Dal punto di vista della sicurezza informatica, l'articolo 48 è importante perché la disinformazione può agire come una minaccia operativa: aumenta il panico, sovraccarica i soccorritori e mina la fiducia pubblica negli avvisi e nelle indicazioni. In pratica, le difese possono includere regole di escalation predefinite, etichettatura dei contenuti, canali di verifica rapida e date di fine chiare per eventuali misure temporanee. Le lezioni chiave sulla sicurezza sono familiari: definire i trigger prima di una crisi, mantenere trasparenti le azioni ed evitare che i controlli di emergenza diventino permanenti. L'articolo 48 considera l'integrità delle informazioni come parte della resilienza.


