Un exploit appena rilasciato per una vulnerabilità di Windows del 2020 ricorda che correggere i driver vicini al kernel non è un’attività una tantum, soprattutto quando lo stesso codice proof-of-concept continua a funzionare.
Una nuova proof-of-concept legata a MiniPlasma riporta alla ribalta un vecchio interrogativo sul kernel di Windows: quando una correzione vive in un percorso driver complesso, quanto possono essere certi i difensori che resti davvero efficace?