Il vero problema è chi controlla il modello, il calcolo, i chip e il percorso di aggiornamento quando l’IA militare passa da esperimento a infrastruttura strategica.
Un avvertimento del Vaticano sull'IA militare entra in un dibattito profondamente tecnico: chi ha l'ultima parola quando il software può aiutare a identificare, designare o persino selezionare un bersaglio sotto la pressione del campo di battaglia.